Il drawdown nel trading è una delle parole più temute dai trader alle prime armi e, allo stesso tempo, una delle più sottovalutate. Molti si concentrano solo sui profitti, sulle performance e sui setup “perfetti”, ma ignorano cosa accade realmente quando l’equity line smette di salire e inizia a scendere.
Eppure, il drawdown è una componente naturale del mercato. Fa parte del gioco esattamente come i trend, la volatilità o i cicli economici. La differenza tra un trader che sopravvive e uno che finisce per azzerare il conto non è la capacità di evitarlo, ma quella di riconoscerlo, gestirlo e contenerlo in modo consapevole.
In questa guida scoprirai cos’è il drawdown nel trading, perché si verifica anche con le strategie migliori, e soprattutto come evitare che diventi la causa per cui rinunci a fare trading in modo serio e professionale.
Cos’è il drawdown nel trading
Il drawdown nel trading rappresenta semplicemente la perdita subita rispetto al punto massimo raggiunto dal tuo capitale. Se, ad esempio, porti un conto da 10.000 € a 14.000 € e successivamente scendi a 11.200 €, la differenza tra il picco e il valore attuale (2.800 €) è il tuo drawdown.
Questa flessione non significa che la tua strategia non funzioni. Significa soltanto che stai operando nel mercato reale, un contesto che non si muove mai in linea retta ma alterna fasi favorevoli a momenti più complessi.
Il drawdown è, di fatto, la misura che racconta una verità semplice ma potente: nessuna strategia vince sempre.
Capire e accettare questo principio è fondamentale, tanto quanto comprendere dinamiche chiave come Bid e Ask, che spiegano cosa succede davvero nel cuore dell’esecuzione di ogni ordine.
Esempio pratico di drawdown (semplice e chiaro)
Facciamo un esempio pratico per comprendere meglio come si calcola il drawdown nel trading.
Immagina di aver raggiunto un capitale massimo di 6.800 €. Dopo una fase negativa, il saldo del tuo conto scende a 5.440 €. Il drawdown rappresenta la differenza tra il picco e il punto minimo successivo, rapportata al picco stesso.
La formula è:
Drawdown % = (Peak – Trough) / Peak
Applicando i numeri all’esempio:
(6.800 – 5.440) / 6.800 = 20% di drawdown
Un valore di questo tipo è assolutamente normale per la maggior parte delle strategie. Eppure è proprio in queste fasi che molti trader iniziano a perdere fiducia, dubitare del proprio metodo o, peggio ancora, iniziare a modificare le regole operative in preda alla paura. Ed è così che si innescano i veri errori.
La parte che quasi nessuno capisce: la matematica del recupero
Molti trader, quando vedono un drawdown nel trading del 20%, pensano automaticamente che basti un +20% per tornare in pari. Ma purtroppo non è così semplice.
Se perdi il 30% del capitale, non basta un guadagno del 30% per recuperare. Serve molto di più.
Facciamo un esempio numerico per chiarire:
Capitale iniziale: 10.000 €
Drawdown del 30%: il capitale scende a 7.000 €
Per tornare a 10.000 €: serve un +42,8%, non un +30%
È un concetto tanto semplice quanto impattante: più il drawdown è profondo, più diventa difficile recuperare la perdita. Ed è per questo che la gestione del rischio è una priorità assoluta.
Come diceva Warren Buffett:
Regola n. 1: non perdere soldi.
Regola n. 2: non dimenticare mai la regola n. 1.
Non è filosofia: è matematica del capitale.
Perché il drawdown arriva (anche nelle strategie migliori)
Molti trader pensano che il drawdown nel trading sia sempre il segnale di un problema nella strategia. In realtà, il drawdown può essere del tutto normale. È una conseguenza fisiologica di come si muove il mercato e delle regole su cui si basa il tuo sistema.
Il drawdown arriva perché:
- il mercato alterna fasi direzionali a fasi laterali;
- i setup hanno una naturale varianza statistica;
- i pattern si comportano in modo diverso a seconda della volatilità;
- il contesto cambia, ma la strategia mantiene la sua logica operativa.
È lo stesso principio per cui anche indicatori come le Bande di Bollinger cambiano efficacia in base alle condizioni del mercato: nessun approccio funziona sempre allo stesso modo.
La vera abilità sta nel distinguere tra un drawdown normale, statistico, e un drawdown critico che richiede un’analisi più profonda. Non si tratta di evitarlo a tutti i costi, ma di saperlo leggere con lucidità.
Drawdown nel trading discrezionale: la vera sfida è mentale
Se operi in discrezionale, il drawdown nel trading diventa prima di tutto una sfida psicologica. Quando la curva del capitale inizia a scendere, molti trader reagiscono nel peggiore dei modi: anticipano i segnali, spostano lo stop, entrano in ritardo, aumentano la size per recuperare le perdite o abbandonano la strategia alla prima difficoltà.
Il problema non è la strategia in sé. È il trader che la sabota.
Un drawdown perfettamente normale viene vissuto come un fallimento personale. Da quel momento in poi, le decisioni smettono di essere razionali e diventano emotive, impulsive, incoerenti.
Così si innesca una spirale pericolosa che molti conoscono bene: paura → overtrading → ulteriore drawdown → frustrazione.
Gestire il drawdown non significa solo proteggere il conto, ma anche mantenere lucidità, disciplina e continuità nelle decisioni operative.
Drawdown nel trading automatico: il problema non è il sistema, ma chi lo usa
Molti pensano che con il trading automatico il drawdown sparisca. In realtà accade l’esatto contrario: il drawdown diventa ancora più evidente, perché il sistema esegue ogni operazione senza alcun filtro emotivo.
Il problema non è il bot. Il problema è il trader che lo gestisce in modo errato.
Accade quando:
- il sistema viene spento proprio nel momento sbagliato
- non si conosce il drawdown massimo previsto dal modello
- si interpreta una fase statistica normale come un malfunzionamento
- si pretende che un sistema produca guadagni costanti ogni giorno
Un sistema di trading serio viene progettato proprio tenendo conto di un drawdown massimo previsto. Spegnerlo nel pieno di una fase negativa è come saltare giù da un aereo mentre il paracadute si sta aprendo.
Drawdown normale o drawdown pericoloso? Ecco come capirlo
Non tutti i drawdown nel trading sono uguali. Esistono drawdown normali e fisiologici, e drawdown pericolosi che segnalano un problema più profondo. Saperli distinguere è essenziale per non prendere decisioni sbagliate nel momento più critico.
Un drawdown normale è quello che:
- rispetta le statistiche storiche della strategia
- rimane coerente con la logica del metodo
- non rompe la struttura dei setup
- si riassorbe in un tempo compatibile con il comportamento storico
Un drawdown pericoloso, invece, si manifesta quando:
- supera il massimo drawdown previsto dalla strategia
- prosegue senza segnali statistici di recupero
- è legato a errori del trader come overtrading o uso eccessivo della leva
- coincide con un cambiamento strutturale del mercato a cui la strategia non è più adatta
Il problema nasce quando manca un metodo oggettivo: senza parametri chiari, tutto appare casuale, ogni drawdown sembra una minaccia e si è tentati di abbandonare la strategia proprio nel momento peggiore.
Come ridurre il drawdown nel trading e proteggere il capitale
Nel trading, il drawdown non può essere eliminato. Ma può, e deve, essere contenuto. E contenere il drawdown nel trading, più che aumentare i profitti, è il primo passo concreto per sopravvivere a lungo nel mercato.
La chiave sta in alcune regole semplici ma fondamentali:
- Utilizzare size coerenti: il capitale deve poter “respirare” senza essere messo sotto pressione
- Non aumentare il rischio per recuperare: è una trappola psicologica che porta spesso a danni maggiori
- Evitare strategie troppo aggressive: guadagni esplosivi implicano anche perdite esplosive
- Integrare uno stop loss logico nella strategia: non improvvisato, ma studiato
- Mantenere un metodo oggettivo: la coerenza è la tua migliore difesa nei momenti difficili
Un drawdown contenuto si può recuperare con lucidità e metodo. Un drawdown profondo, invece, diventa spesso il punto di non ritorno per molti conti di trading.
Vuoi ridurre il drawdown? Serve un metodo, non un indicatore
La gestione del drawdown nel trading non si impara guardando un video o copiando un pattern trovato online. Richiede un metodo oggettivo, una struttura operativa chiara e la capacità di leggere il mercato in modo professionale, senza improvvisazioni.
Ed è proprio questo l’obiettivo del percorso DOMINUS: accompagnarti passo dopo passo verso un approccio logico, consapevole e testato sul mercato reale.
Se vuoi davvero sopravvivere e crescere nel lungo termine, ricorda: non devi evitare il drawdown.
Devi imparare a dominarlo.



