L’indicatore CCI (Commodity Channel Index) è un oscillatore tecnico versatile. Nato per le materie prime, oggi è usato su tutti i mercati: Forex, indici, azioni e criptovalute.
Non guarda il valore assoluto del prezzo, ma quanto si discosta dalla sua media: in pratica aiuta a capire quando il mercato sta correndo troppo o, al contrario, è rimasto indietro.
Quando ha senso usarlo? Dipende dall’approccio: c’è chi lo utilizza per intercettare eccessi (soglie classiche ±100), chi per confermare i trend e chi per leggere divergenze tra prezzo e indicatore.
In questa guida vedrai cos’è il CCI, come interpretarne i segnali e come integrarlo in una strategia di trading professionale. Troverai esempi pratici, soglie operative, vantaggi e limiti di uno strumento spesso sottovalutato.
Cos’è l’indicatore CCI e come funziona
L’indicatore CCI (Commodity Channel Index), ideato da Donald Lambert per le commodities, oggi trova applicazione anche nel Forex e su molti altri asset. La sua logica è semplice: misura quanto il prezzo si discosta dalla propria media in un certo periodo.
In pratica, il CCI calcola la deviazione del prezzo rispetto a una media mobile (spesso 14 o 20 periodi) e restituisce un valore oscillante. Nella maggior parte dei casi i valori si muovono fra +200 e −200, con +100 e −100 come soglie operative più usate.
- Sopra +100: possibile area di forza/ipercomprato
- Sotto −100: possibile area di debolezza/ipervenduto
Attenzione però: il CCI non va usato in modo meccanico. Un valore estremo non implica per forza un’inversione imminente; in presenza di un trend forte può segnalare l’avvio di una nuova accelerazione.
Per questo funziona meglio come filtro o conferma dentro una strategia: prima il contesto (trend, livelli, rischio), poi il segnale dell’oscillatore.
Formula dell’indicatore CCI e come viene calcolato
Il CCI (Commodity Channel Index) si ottiene confrontando il prezzo attuale con la sua media mobile e rapportando questa differenza alla deviazione media del prezzo. In breve: misura quanto il prezzo si discosta dalla propria “normalità”.
Formula del CCI: CCI = (TP − MA) / (0.015 × MD)
- TP (Typical Price) = (High + Low + Close) / 3
- MA = media mobile semplice del TP su N periodi (spesso 20)
- MD = deviazione media assoluta del TP rispetto alla MA
- 0.015 = coefficiente scelto da Lambert per normalizzare il valore (scala operativa attorno a ±100)
Spiegazione semplice: il Typical Price (TP) è un prezzo medio della candela; la MA definisce il punto centrale; il numeratore (TP − MA) è lo scostamento; il denominatore (0.015 × MD) ridimensiona lo scostamento in unità normalizzate (non in pip o in percentuale).
Questa struttura fa sì che il CCI generi valori positivi o negativi che si interpretano rispetto a soglie tipiche: +100 e −100. Valori oltre tali livelli indicano scostamenti significativi dal comportamento medio.
Il CCI è utile perché quantifica tale “deviazione” in modo oggettivo. Ricorda però che i segnali diventano affidabili solo se contestualizzati: mercato, time frame, trend e gestione del rischio devono guidare l’operatività, con il CCI a fare da filtro o conferma.
Come interpretare l’indicatore CCI nel trading
Il CCI può dare segnali diversi a seconda del contesto: non è un “interruttore” on/off, ma un modo per leggere forza, direzione e possibili esaurimenti del movimento.
1) Individuare il momentum
Quando il CCI supera +100 o scende sotto −100 indica un’accelerazione significativa. Trattalo come un alert di momentum: utile per valutare una nuova direzione, da confermare con livelli chiave (breakout/ritest) o con la struttura del prezzo.
2) Valutare la forza del trend
In un trend rialzista “sano” il CCI tende a rimanere sopra lo zero (con pullback che non sfondano stabilmente la linea). La discesa sotto zero può essere un campanello d’allarme: perdita di spinta o possibile fase di congestione. Come filtro operativo: bias long quando il CCI è > 0 in trend up, bias short quando è < 0 in trend down, sempre in accordo con i massimi/minimi di struttura.
3) Riconoscere le divergenze
Le divergenze prezzo–indicatore sono tra i segnali più usati: nuovi massimi del prezzo non confermati dal CCI (divergenza ribassista) o nuovi minimi non confermati (divergenza rialzista) suggeriscono perdita di forza. Trattale come pre-segnali, da validare con una rottura di struttura (trendline/ultimo swing) o con un pattern di conferma: senza conferma restano indicazioni premature.
Strategia base con l’indicatore CCI
Vediamo una strategia CCI semplice, pensata per chi vuole iniziare a sperimentare con regole chiare e gestione del rischio.
Setup
- Timeframe: H1 o H4
- Indicatore: CCI (20 periodi)
- Soglie: +100 e −100
Regole operative (approccio contro trend su eccessi)
- Segnale short: il CCI supera +100 → attendi un pattern di inversione ribassista (es. engulfing, pin bar, failure di massimo) su un’area di resistenza
- Entrata: dopo la chiusura del pattern o su rottura del suo minimo
- Stop-loss: poco sopra il massimo recente/swing high
- Target: prima area di supporto utile oppure uscita quando il CCI rientra verso 0
- Speculare long: il CCI scende sotto −100 → attendi un pattern di inversione rialzista su un’area di supporto; entri alla chiusura/rottura del pattern, stop sotto lo swing low, target su resistenza o rientro del CCI verso 0
Consigli pratici
- Filtro trend (facoltativo): in trend rialzista privilegia solo i long; in trend ribassista solo gli short. Un filtro semplice è la posizione del prezzo rispetto a una media mobile lenta
- Gestione del rischio: rischia una quota fissa dell’equity (es. 0,5–1% per trade) e punta a un rapporto rischio:rendimento che abbia senso e sia correlato ad una operazione in trend o contro trend
- Contesto: evita ingressi poco prima di news ad alta volatilità; meglio confermare con livelli tecnici (supporti/resistenze)
Nota: questo è un setup di base. Per risultati concreti serve inserirlo in una strategia completa con regole oggettive.
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Come inserire il CCI su MetaTrader 4
Su MetaTrader aggiungere l’indicatore CCI è semplice:
- Inserisci > Indicatori > Oscillatori > Commodity Channel Index
- Periodo: imposta 14, 20 o un valore personalizzato
- Livelli: aggiungi manualmente +100 e −100 per evidenziare le soglie operative
- Visualizzazione: mantienilo nella finestra separata sotto al grafico principale per leggerlo con più chiarezza
Tip: salva il layout come Template così ritroverai impostazioni e livelli pronti ogni volta che richiamerai il template anche su nuovi grafici.
Quando NON usare l’indicatore CCI
L’indicatore CCI può dare una mano, ma ha limiti da conoscere prima di metterlo al centro della strategia.
- Mercati laterali: in fase di range tende a “frullare” segnali e a generare molti falsi ingressi
- Ritardo sui turning point: nelle inversioni reali può arrivare tardi (l’oscillatore misura lo scostamento dalla media)
- Uscite poco definite: non fornisce livelli di take profit chiari; servono regole esterne per gestire l’uscita
Per questo il CCI non va usato da solo: funziona meglio come filtro/conferma in una struttura completa che includa altri elementi tecnici.
- Price action (struttura, breakout/ritest, swing key)
- Supporti/Resistenze per contestualizzare i segnali
- Medie mobili per il bias di trend
- Pattern di candela per l’innesco (pin bar, engulfing, ecc.)
Conclusioni: vale la pena usare il CCI?
Sì, il CCI può essere utile—ma solo se sai cosa stai facendo. Non è un “segnale magico” né un indicatore automatico di inversione: va compreso, testato e usato dentro regole chiare.
Il punto è inserirlo in una strategia solida e replicabile, con gestione del rischio, criteri d’ingresso/uscita e obiettivi operativi definiti. Senza questi pilastri, qualunque oscillatore diventa rumore.
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