Stai cercando di capire se il Forex è un mercato non regolamentato?
Allora questo articolo fa davvero al caso tuo.
Il Forex è tra i mercati più accessibili al mondo, ma quando senti dire che è un mercato non regolamentato non significa “senza regole”.
Vuol dire, più precisamente, che non esiste una singola borsa centrale dove avvengono tutti gli scambi, essi avvengono OTC (over the counter), ma vedremo nei prossimi paragrafi cosa significhi con precisione.
Le regole ci sono eccome, cambia soltanto chi le fa rispettare!
Nel corso dell’articolo esploreremo le principali differenze tra mercati regolamentati e non regolamentati, e perché il Forex viene considerato un mercato decentralizzato.
Capirai anche quali implicazioni pratiche questo ha sulla tua operatività: prezzi che variano tra broker, qualità dell’esecuzione, gestione della leva e molto altro.
Se stai iniziando o operi con capitali contenuti, scoprirai perché la scelta del broker è cruciale, e perché strumenti come i futures, seppur regolamentati, non sono sempre adatti a tutti.
Infine, se vuoi approfondire in modo strutturato, all’interno dell’articolo trovi anche un banner con il link alla pagina di presentazione del nostro corso completo sul Forex, pensato per chi vuole costruire basi solide e affrontare il mercato con un approccio professionale.
Cosa significa - mercato non regolamentato -
Quando senti parlare di mercato non regolamentato, non vuol dire “senza regole” o far west. In finanza vuol dire soprattutto non centralizzato: il Forex è OTC (Over The Counter), una rete di banche, istituzioni e broker che si scambiano valute senza una borsa unica.
In concreto:
- Nessuna sede centrale dove confluiscono tutti gli scambi
- Nessun book ordini ufficiale e pubblico per tutti
- Volumi non aggregati da un’unica autorità
- Quotazioni diverse tra broker, in base ai propri liquidity provider
Stai quindi operando in un sistema decentralizzato, dove il prezzo nasce dall’incontro tra domanda e offerta reali provenienti da grandi istituzioni: banche centrali, banche d’investimento, hedge fund, multinazionali che usano il mercato anche per coprirsi dal rischio di cambio.
I Broker Retail non muovono il mercato: fanno da ponte tecnico, ti danno accesso ai prezzi/liquidità che arrivano dall’interbancario o da altri provider e li redistribuiscono sulle piattaforme.
Conclusione rapida: non è anarchia, ma assenza di un ente centrale che vigili su tutti gli scambi e tutti i volumi, come avviene in una borsa regolamentata (es. futures o azioni). Qui le regole esistono, ma il loro presidio passa soprattutto tramite i regolatori dei broker e l’infrastruttura OTC, non da un exchange unico.
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Mercato non regolamentato Vs regolamentato cosa cambia davvero?
Per capire davvero la differenza, mettilo a confronto con i mercati regolamentati (es. futures sul CME – Chicago Mercantile Exchange):
- Tutti gli ordini confluiscono in un book centralizzato
- I contratti sono standardizzati (size, tick, scadenze, margini)
- Regole e vigilanza sono definite dall’exchange e dalla clearing, con volumi ufficiali e orari di negoziazione precisi
Nel Forex spot (quello dei broker retail) non funziona così: è un mercato non regolamentato di tipo OTC, quindi decentralizzato, più libero e dinamico.
I vantaggi sono chiari:
- Operatività 24/5
- Capitale iniziale necessario più basso
- Leva flessibile (definita da broker/giurisdizione)
- Ampia scelta di coppie (major, minor, exotic)
Sceglierlo bene significa ridurre spread variabili, slippage e sorprese operative.
Questa è la chiave per operare in un mercato OTC, avere un broker serio e affidabile che ti faccia pagare i minor costi mercato possibili (spread + commissione + qualità esecuzioni) in modo da farti guadagnare di più sul conto e sfruttare i vantaggi di scalabilità che ti offre il Forex.
Dimenticavo, oltre a tutto questo devi avere una strategia affidabile che vada a sfruttare un reale vantaggio sul mercato.
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Perché i futures regolamentati non sono adatti a tutti
I futures sono strumenti altamente regolamentati e trasparenti, ma non sempre risultano “a misura di retail”, soprattutto se parti con capitali piccoli. Il motivo non è solo tecnico: è pratico.
Perché possono essere poco accessibili:
- Taglia minima elevata: i contratti sono “pesanti” per conti piccoli; la standardizzazione limita il position sizing rispetto al saldo, perché il contratto non è frazionabile
- Margini iniziali e di mantenimento importanti: per aprire e tenere una posizione immobilizzi capitale; ogni giorno il contratto viene mark-to-market (profitti accreditati e perdite addebitate come margine di variazione). Se scendi sotto il margine di mantenimento, arriva una margin call e devi versare fondi extra
- Copertura limitata dei cross valutari: in genere trovi solo le major (EUR/USD, USD/JPY, GBP/USD…), mentre molti cross semplicemente non esistono o hanno liquidità esile
- Esposizione minima alta: anche la singola unità contrattuale può generare una volatilità in P&L difficile da gestire su conti piccoli
- Scadenze e roll: i future scadono; devi rinnovare (rollare) la posizione con costi/attriti aggiuntivi e possibili differenze di prezzo tra scadenze
(Sì, esistono mini/micro, che aiutano; ma per molti retail restano comunque impegnativi in termini di margini, costi e flessibilità.)
Per questo tanti trader scelgono il Forex OTC: più flessibile, scalabile (puoi calibrare i lotti con precisione), ricco di coppie e senza scadenze.
A una condizione: arrivarci con metodo, gestione del rischio e strumenti adeguati. Solo così il vantaggio di un mercato non regolamentato diventa davvero un vantaggio per te.
I vantaggi del Forex (OTC)
Il punto forte del Forex, rispetto ai mercati su exchange, è la scalabilità operativa.
Puoi far crescere l’operatività a piccoli passi: la size è aggiustabile al microlotto, così adegui l’esposizione al saldo reale del conto e sfrutti l’interesse composto senza “salti” di rischio.
In pratica, man mano che l’equity sale (o scende) aumenti o riduci la posizione in modo proporzionale: niente contratti “rigidi”, niente overexposure.
Altro vantaggio chiave: gestione del rischio di precisione anche con capitali piccoli. Decidi una percentuale di rischio per trade (es. 0,25–1%), imposti lo stop in pips e lasci che la size si adatti automaticamente per restare dentro i limiti.
Risultato: rischio costante e controllato a prescindere dal capitale, con la libertà di fare chiusure parziali dei trades, scalare dentro/fuori e mantenere il drawdown sotto controllo.
Benefici pratici (che senti subito):
- Crescita modulare: aumenti la size quando l’equity te lo consente, senza “scalini” imposti dallo strumento
- Capitale efficiente: puoi frazionare l’esposizione, diversificare su più coppie e testare strategie senza immobilizzare somme elevate
- Operatività 24/5: più continuità nel ciclo di esecuzione e nel compounding operativo
Nel trading e nella finanza non esistono “pasti gratis”.
I vantaggi di scalabilità e flessibilità si pagano con maggiore responsabilità personale, ovvero serve (come visto nei paragrafi precedenti) scegliere un broker trasparente, rapido nell’esecuzione, con spread/commissioni competitivi e regole chiare su slippage, marginazione e tutela del cliente.
Conclusione
Il mercato non regolamentato come il Forex non è un far west.
È un ambiente dinamico, flessibile e ricco di opportunità… se sai cosa stai facendo.
Chi parte con approccio superficiale e senza strumenti adeguati, spesso paga caro questa leggerezza.
Chi invece si forma con metodo, applica una strategia chiara e sceglie i giusti partner, può davvero costruire un percorso solido.
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