Le prop firm challenge sono diventate uno dei trend più seguiti nel mondo del trading degli ultimi anni. Il concetto è semplice quanto ambizioso: operare con capitali elevati senza rischiare il proprio denaro.
Ma tra l’idea e la realtà c’è una differenza sostanziale. La maggior parte dei trader non supera la challenge, non tanto per mancanza di competenze tecniche, quanto per l’incapacità di rispettare le regole, soprattutto nei momenti di drawdown.
Da qui nasce una delle domande più frequenti tra chi vuole affrontare una prop firm challenge:
Conviene usare un Expert Advisor o fare trading manuale?
La risposta non è assoluta. Dipende dal tuo profilo, da come reagisci sotto pressione e dal grado di controllo emotivo e operativo che riesci a mantenere quando le cose non vanno come previsto.
Perché le Sfide delle Prop Firm sono così difficili da superare
Le challenge delle prop firm non sono progettate per essere semplici o indulgenti. Al contrario, sono costruite per mettere sotto pressione il trader e testare la sua capacità di operare in modo professionale, coerente e disciplinato.
Il vero obiettivo non è vedere se riesci a chiudere qualche trade in profitto, ma valutare se riesci a mantenere il controllo in condizioni realistiche. Ogni challenge punta a testare tre elementi fondamentali:
- Gestione del rischio: evitare operazioni sovradimensionate o squilibrate rispetto al capitale disponibile
- Controllo del drawdown: rispettare i limiti giornalieri e complessivi, senza mai uscire dalla tolleranza concessa
- Disciplina operativa costante: seguire un metodo, senza improvvisazioni o reazioni emotive
Molti trader, anche capaci tecnicamente, vengono scartati non perché la loro strategia non funzioni, ma perché infrangono una delle regole cardine: superano il drawdown giornaliero, aumentano la size per recuperare una perdita, o forzano un’entrata solo per “fare volume”.
In sintesi, non è il loro trading a eliminarli, ma il loro comportamento. Ed è proprio questo il test più duro: dimostrare di avere un processo replicabile e sotto controllo.
Expert Advisor per Prop Firm: perché molti lo scelgono
L’uso di un Expert Advisor (EA) è spesso considerato la scelta più “sicura” da chi affronta una prop firm challenge. Il motivo principale è semplice: un EA elimina del tutto l’emotività dall’esecuzione.
Quando il mercato si muove contro, l’EA non va nel panico. Durante un drawdown, non cambia strategia, non forza entrate fuori logica, non raddoppia la size per recuperare. Seguirà sempre il set di regole con cui è stato programmato, senza mai farsi influenzare dal risultato della singola operazione.
Ed è proprio questa coerenza operativa che lo rende uno strumento potente per chi:
- fatica a gestire la pressione emotiva di una serie di stop loss consecutivi
- tende a cambiare idea mentre il prezzo si muove, perdendo oggettività
- si trova spesso a infrangere regole di rischio e gestione dopo poche operazioni negative
In una prop firm challenge, dove la stabilità mentale è spesso più importante della strategia, avere un EA che esegue senza esitazioni può rappresentare un enorme vantaggio competitivo.
Il grande limite degli Expert Advisor nelle Prop Firm
C’è però un aspetto critico che molti trader sottovalutano quando usano un EA per affrontare una prop firm challenge: la mancanza di consapevolezza operativa.
Se non conosci a fondo la logica che governa l’algoritmo, durante una fase di drawdown vedrai solo il saldo che scende senza comprendere realmente il motivo. E quando non sai perché qualcosa sta succedendo, è facile prendere decisioni impulsive.
È proprio in quei momenti che si commette l’errore più comune: spegnere l’EA nel momento peggiore, magari poco prima di una fase di recupero statistico. Così facendo, invalidi tutto il lavoro fatto e distruggi il vantaggio della strategia automatica.
Il problema non è l’EA in sé. Il vero rischio nasce quando usi un sistema automatico senza capirne la struttura, le regole e le dinamiche di adattamento al mercato.
Una prop firm challenge non perdona l’improvvisazione, e l’automazione cieca non è una soluzione se manca consapevolezza tecnica e controllo mentale.
Infatti il luogo comune secondo il quale “il trading automatico annulla l’emotività” è vero in teoria, ma nella pratica non è cosi e lo abbiamo affronato in questo articolo specifico:
Trading manuale nelle Prop Firm: il massimo controllo, ma a un prezzo
Il trading manuale rappresenta l’approccio opposto rispetto all’uso di un EA. Qui hai il massimo controllo operativo e, soprattutto, la massima consapevolezza di ogni decisione che prendi.
Se operi in modo discrezionale e consapevole, sai esattamente perché entri a mercato, capisci da dove nasce una perdita e riconosci quando il contesto sta cambiando. Questo ti dà un vantaggio importante, soprattutto se affronti una prop firm challenge con una strategia oggettiva e disciplinata.
Se possiedi disciplina vera, una gestione del rischio solida e un metodo replicabile, il trading discrezionale può essere la scelta migliore per superare la challenge in modo pulito e professionale.
Ma c’è un problema: richiede presenza mentale, tempo e maturità emotiva — risorse che molti trader, soprattutto all’inizio, tendono a sottovalutare.
Devi essere lucido dopo una serie di stop. Devi rispettare le regole anche quando sei a un passo dal target. E devi saper stare fermo quando il mercato non offre condizioni favorevoli.
Sulla carta sembra semplice. Nella realtà, è la parte più difficile di tutte.
EA o trading manuale: la scelta giusta dipende da te
La verità è tanto semplice quanto scomoda: non esiste una soluzione perfetta per affrontare una prop firm challenge. Ogni approccio ha vantaggi reali e limiti concreti.
Se non sei ancora in grado di gestire la pressione emotiva del trading manuale, un Expert Advisor può rappresentare un supporto valido per evitare gli errori più gravi: impulsività, overtrading, voglia di recupero senza senso dopo una perdita. In questo, l’automatismo ti protegge da te stesso. Ma il prezzo da pagare è alto: perdi consapevolezza operativa.
Segui un sistema che esegue senza essere consapevole di quando chiuderà, di come sta gestendo le operazioni e non è una bella sensazione quando sei in drowdown vicino al punto di non ritorno!
Se invece hai già sviluppato disciplina, metodo e gestione del rischio, il trading discrezionale ti offre una flessibilità e un controllo totale che nessun EA potrà mai replicare.
Puoi leggere il contesto in tempo reale, adattarti, decidere con lucidità. Ma anche in questo caso, il costo è evidente: richiede tempo, attenzione continua e capacità di mantenere freddezza mentale anche nei momenti più complessi.
In altre parole, con l’EA rischi di operare alla cieca; con il manuale, rischi di bruciarti mentalmente.
Ed è esattamente in questo spazio di compromesso che entra in gioco una terza via: un approccio che unisce l’oggettività delle regole a un processo semi-automatizzato, mantenendo controllo e consapevolezza senza lasciare spazio all’improvvisazione.
Trading ibrido: la soluzione più efficace per le Prop Firm
Il compromesso più efficace per affrontare una prop firm challenge non è né il trading 100% automatico né quello interamente manuale. È il trading ibrido, anche detto semi-automatico.
Si tratta di un approccio in cui il trader mantiene la piena consapevolezza della strategia, ma delega parte dell’esecuzione a strumenti automatizzati. Il risultato è un mix potente tra rigore sistematico e capacità decisionale.
Nel dettaglio, un approccio ibrido funziona quando:
- la logica operativa è chiara, basata su regole ben definite e replicabili
- gli ingressi e la gestione del trade sono oggettivi, senza spazio per l’interpretazione emotiva
- alcune fasi operative vengono automatizzate (per esempio la chiusura parziale o totale delle uscite)
- il trader conserva il controllo nei momenti chiave, specialmente in fase di contesto o uscita discrezionale.
In questo modo si ottiene il meglio di entrambi i mondi: meno esposizione emotiva, più efficienza operativa, ma senza perdere di vista cosa sta realmente accadendo sul mercato.
Per chi vuole superare una prop firm challenge, è probabilmente la soluzione più bilanciata: consente di rispettare le regole, ridurre l’errore umano e mantenere una visione lucida in ogni fase del processo.
DOMINUS: un metodo applicabile anche alle Prop Firm
Nel percorso DOMINUS lavoriamo esattamente su questo principio: costruire una strategia oggettiva, professionale e replicabile, che può essere applicata in modo efficace anche in modalità semi-automatica per affrontare una prop firm challenge con maggiore consapevolezza e controllo.
L’obiettivo non è “cercare il colpo di fortuna”, ma gestire il rischio, affrontare il drawdown con lucidità e arrivare al termine della challenge con un metodo solido, senza crolli emotivi o decisioni impulsive.
Scopri DOMINUS qui e inizia a costruire un approccio davvero sostenibile per superare le prop firm con un processo chiaro e replicabile.
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